Künzelsau. Germania occidentale. È il 1954 quando, a soli 19 anni, Reinhold Würth si ritrova a capo di un’azienda nata nel 1945 e destinata a diventare leader mondiale nel suo campo, quello della distribuzione di prodotti e sistemi per il montaggio e il fissaggio. Minuteria metallica e plastica, utensileria a mano, elettrica e pneumatica, prodotti chimici, abbigliamento e attrezzatura antinfortunistica, sistemi di immagazzinamento e allestimenti per officine.
Fu il padre Adolf a consegnargli questa eredità, chiamata Adolf Würth GmbH & Co. KG.
Ma cosa ha portato Reinhold Würth a guidare sapientemente l’azienda e a renderla così valida?
A detta di tutti sono stati il suo grande ottimismo, la sua voglia di fare che ha coinvolto anche i dipendenti, la determinazione nel voler garantire i servizi migliori.
Dal 2006 questi valori e obiettivi sono portati avanti dalla figlia Bettina, attuale Presidente del Collegio Sindacale del Gruppo.
Grazie a tutto l’impegno messo in gioco, nel 1963 l’azienda apre una prima sede in Italia, a Terlano, al confine con Bolzano, poi nel 2002 fissa la sua sede legale, amministrativa e logistica italiana a Egna.
In Italia vi sono altri due centri logistici del Gruppo Würth, uno a Crespellano (Bologna), e uno a Capena (Roma). Proprio quest’ultimo si dota, oltre che di uffici, di uno spazio espositivo, l’Art Forum Würth Capena.
E per tutti coloro che si staranno chiedendo quale sia il nesso tra un’azienda del genere e l’arte, basti citare lo stesso Reinhold Würth: “Non vogliamo soddisfare i nostri clienti, vogliamo ispirarli!”.
Art Forum Würth Capena: ispirazione e aggregazione
L’Art Forum Würth Capena, progettato dall’architetto Vincenzo Melluso e dalla Società Politecnica Ingegneria e Architettura, espone, attraverso mostre temporanee, le opere della Collezione Würth. Questo spazio d’arte fa parte di una rete di 15 musei (il primo dei quali inaugurato nel 1991) sparsi tra Germania, Austria, Danimarca, Francia, Italia, Norvegia, Olanda, Spagna e Svizzera. La collezione si compone di oltre 20.000 opere dal tardo Medioevo all’età contemporanea, raccolte dall’imprenditore e collezionista Reinhold Würth.
Con la convinzione che la combinazione arte-lavoro faciliti l’operato del personale, rafforzando le relazioni e influendo positivamente sul clima aziendale, l’Art Forum, oltre che un grande punto di ritrovo e scambio, si pone come spazio creativo volto a ispirare, far riflettere e far connettere i dipendenti e le loro famiglie con l’arte. Il polo museale, inoltre, ospita sia laboratori per i bambini sia laboratori di arteterapia indirizzati a persone con disabilità.
Dal 2006 il museo ha presentato 18 mostre temporanee, tra cui esposizioni dedicate a Picasso, José de Guimarães, Günter Grass, Op Art, Arte Cinetica, Light Art e molte altre. L’ultima di queste, aperta a settembre 2024 e che chiuderà a ottobre 2025, si intitola “PATHOS und PASTOS” ed espone le opere di Christopher Lehmpfuhl, artista tedesco noto per la sua capacità di catturare la bellezza e l’essenza dei paesaggi attraverso la pittura en plein air. Si possono ammirare vedute di Berlino, dipinte in diversi momenti storici e al mutare delle condizioni atmosferiche, così come altri paesaggi sia urbani che naturali eseguiti in vari Paesi del mondo.
Sebbene possa sembrare controproducente la scelta di aprire una sede in periferia e non nel centro città, il Gruppo Würth intende così ampliare i riferimenti culturali della zona e avvicinare la collettività all’arte creando aggregazione, collaborando con altri enti culturali, ospitando visite guidate per le scolaresche e concerti, come quelli di due ensemble della ürth Philharmoniker Orchestra svoltisi nel 2023.
Di fatto, in pochi anni l’Art Forum di Capena è diventato un vero e proprio punto di riferimento all’interno di un borgo che è esso stesso arte.
Capena: città d’arte tra mosaici e archeologia
L’antico borgo di Capena è una città d’arte in cui si respira ancora l’atmosfera medievale, ben conservata nell’impianto urbano circondato dalla campagna romana che già nelle Familiares Cicerone consigliava di visitare. Il nucleo antico è un vero gioiellino, caratterizzato da archetti di pietra e stradine basolate, edifici piccoli e colorati, la piazza del Popolo, con una rosea Torre dell’Orologio che si fa stretta e lunga, come se i due edifici gialli ai suoi lati la spingessero per dispetto. Al suo interno si trova il Museo Civico sulla storia della città, a partire dalla caduta dell’Impero Romano all’età moderna.
In giro poi è possibile scovare panchine che sono vere e proprie opere d’arte decorate a mosaico, come quella con un camaleonte variopinto, alberi verdazzurri e un cielo turchese acceso. Oppure, girando un angolo, è possibile incappare in un gigante di 9 metri che si appoggia su una parete sbirciando il panorama.
A pochi passi dall’Art Forum Würth Capena, sulla Via Tiberina, vi è l’area archeologica di Lucus Feroniae con un annesso Antiquarium, afferente alla Soprintendenza Archeologica del Lazio e dell’Etruria Meridionale, rinnovato e riaperto dal 2016.
L’area risale al VI-VII secolo a.C. e comprende il santuario dedicato a Feronia, la dea della fertilità dei campi e propiziatrice del commercio, la contigua colonia romana con il suo Antiquarium, e la villa dei Volusii a Fiano Romano.
Nuovamente alla luce, si possono ammirare decorazioni di templi, mosaici, statue e altri reperti, consentendo non solo un recupero della memoria storica di Capena e Fiano Romano, ma anche un’interazione con il paesaggio circostante.