Un vero e proprio Percorso del Bello e del Buono, alla scoperta di una Cantina simbolo delle bollicine italiane, della sua storia e di quella di un territorio da sempre votato alla viticoltura.

Partendo dalla Cantina, dove tra antichi arnesi del mestiere, che ripercorrono gli albori delle fasi di produzione del Ferrari Trentodoc, pupitre e bottiglie in affinamento si viene a conoscenza della storia di Casa Ferrari e delle sue creazioni.

Visitare le Cantine Ferrari significa immergersi nella storia delle bollicine italiane metodo classico. Cuore dell’azienda è l’interminabile labirinto sotterraneo e silenzioso dove riposano milioni di bottiglie. Qui i visitatori sono accompagnati alla scoperta delle tecniche di lavorazione del Trentodoc, anche attraverso vecchi utensili, testimoni di una storia fatta di passione per l’eccellenza da oltre un secolo. Una storia che nasce tra i vigneti di Chardonnay voluti da Giulio Ferrari nei primi anni del 1900, ma che affonda le sue radici in una tradizione vinicola ultrasecolare del territorio trentino, testimoniata anche dagli affreschi di Villa Margon, seconda tappa della visita, antica residenza cinquecentesca che la Famiglia Lunelli ha restituito all’antico splendore.

Villa Margon, sede di Rappresentanza del Gruppo Lunelli, è aperta alle visite e ospita saltuariamente eventi pubblici quali conferenze, concerti e spettacoli teatrali.

All’interno della Cantina, oltre a una collezione privata di annate e bottiglie speciali, i visitatori potranno ammirare anche una raccolta di antichi strumenti che raccontano la speciale passione per l’eccellenza che da sempre contraddistingue Ferrari. Da una caldaia costruita per marcare le casse di legno dove venivano messe le bottiglie, all’attrezzo per sboccatura à la volée, a diversi tipi di tappatrici fino a una dosatrice d’argento che Giulio Ferrari fece produrre ad hoc.

 


INFORMAZIONI
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