…Biella, nonostante le fabbriche, mantiene la vernice del vecchio Piemonte provinciale. Ha notevoli monumenti; ma per capire meglio che cosa fosse il Piemonte borghese, commerciale e virtuoso del secondo Ottocento, sarà bene fermarsi davanti all’Istituto commerciale “Eugenio Bona”.
Un fregio di stile robbiano con festoni di terracotta abbraccia tutto l’edificio; la maggiore decorazione consiste tuttavia in una fila di parole che, come il fregio, lo circonda. Decorative, ma didattiche, insegnano le virtù proprie del commerciante: probità, correttezza, serietà, energia, previdenza, onestà, operosità, costanza, iniziativa, perspicacia, oculatezza, puntualità, carattere, lealtà, prudenza, avvedutezza, sagacia, fermezza…

Guido Piovene in Viaggio in Italia, 1953-1956

Il Regio Istituto Commerciale “Eugenio Bona” fu inaugurato il 4 novembre 1913 grazie ad una cospicua donazione dell’imprenditore Eugenio Bona che volle a Biella la prima scuola superiore in Italia che offrisse corsi di tecnica amministrativa, di ragioneria industriale, di analisi e conoscenza delle merci e insegnamenti pratici necessari a coprire le funzioni direttive ed amministrative e gli impieghi di concetto nelle aziende commerciali, industriali e bancarie.

Si completava così il suo disegno condiviso anche da altri imprenditori convinti che la formazione tecnica dei giovani fosse un grande valore per i giovani stessi e per il futuro del territorio: Pietro Sella aveva aperto la scuola tecnica di Mosso nel 1865, Quintino Sella aveva fondato la prima Scuola professionale italiana a Biella nel 1869, che oggi è l’ITIS, e Felice Piacenza il Lanificio scuola, in cui secondo una visione pratica e innovativa si formassero i tecnici specializzati per l’industria del territorio.

Chi entra nella scuola è colpito dalla bellezza e dall’attenzione ai dettagli. Il fabbricato, che Eugenio Bona volle per la sua scuola e che doveva essere …bello e nel cuore di Biella…, fu progettato dall’ing. Stefano Molli di Torino in stile fiorentino rinascimentale e decorato con ceramiche policrome a smalto della ditta Cantagalli di Firenze, attiva dalla fine del Quattrocento. Alla voce Cantagalli della enciclopedia Treccani si legge che …tra la produzione di spicco della manifattura vanno ricordate le decorazioni in stile robbiano …, i fregi e le finestre dell’istituto “E. Bona” di Biella… Tutta questa ricerca della bellezza nasceva dal convincimento che la qualità dell’ambiente scolastico sarebbe stato fondamentale per formare giovani all’eleganza, al buon gusto e capace di… fabbricare stoffa buona e bella…

Ecco che la solida preparazione tecnico commerciale e l’educazione al bello, quale sinonimo di qualità del lavoro, hanno fatto sì che l’istituto Bona sia stato fucina di tecnici, di professionisti, imprenditori e dirigenti, distintisi anche a livello nazionale e internazionale.

Il BonaMuseum si trova all’interno della scuola. Il suo riordino è in fase di completamento, una parte consistente è stato già catalogata dal Centro Rete Archivi Biellesi, ma sono un museo tutti gli interni dell’edificio: l’aula di chimica, gli ambienti con i loro arredi originali, il grande armadio del corridoio principale del piano terra che custodisce una raccolta cospicua e unica di barattoli in vetro con campioni di materie prime. Sono custoditi oggetti vari, strumenti usati nei laboratori di fisica generale e industriale, di scienze naturali, di chimica e di merceologia, di tecnologia tessile; nel museo che si trova vicino alla biblioteca, si trovano i due telai funzionanti, i macchinari e gli strumenti acquistati dalla scuola stessa o dono di imprenditori del territorio, come Zegna, per fornire agli studenti una preparazione solida, adeguata e in molti casi all’avanguardia; non mancano opere d’arte, una ricca biblioteca, di pregio le collezioni relative alla tecnologia tessile, all’economia, alle materie giuridiche, alla merceologia e al commercio. Dal 1931 al 1951 ha funzionato un Osservatorio meteorologico dipendente dall’Osservatorio centrale di meteorologia e climatologia di Roma per lo studio delle relazioni tra ambiente e industria che pubblicava un bollettino giornaliero. Il tutto è corredato da una bella collezione fotografica conservata in istituto ma digitalizzata e visibile a Biella presso Spazio e Cultura della Fondazione Cassa di Risparmio.


INFORMAZIONI
Via Antonio Gramsci, 22, 13900 Biella BI
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