Memoria industriale, ambiente e laboratori di scienza: storia di una metamorfosi urbana

Una cittadina alle porte di Torino, che ha saputo trasformarsi senza rinunciare alla memoria, in equilibrio tra eredità industriale e sfide ambientali, identità locale e sguardo metropolitano. Settimo Torinese fu ai tempi dei romani “ad septimum lapidem”, la settima pietra miliare sulla via per Torino, nel Medioevo realtà contesa tra i Savoia e i marchesi del Monferrato per la sua geografia orografica e le preziose vie di comunicazione. La metamorfosi arriva nell’Ottocento, quando, a un passo da una Torino in pieno fermento industriale, la cittadina diventa il luogo ideale per l’insediamento di nuove fabbriche. È l’inizio di una nuova era. Oggi Settimo Torinese si rivela un laboratorio dove la modernità ha tessuto una trama complessa che intreccia fabbriche e quartieri operai, il rapporto millenario con il grande fiume e l’innovazione, un luogo dove le vestigia del passato dialogano in modo affascinante con il futuro. Un piccolo punto sulla mappa del Belpaese che riserva grandi sorprese: a partire dalla Torre medievale all’Ecomuseo del Freidano fino alla contemporaneità del MU-CH | Museo della Chimica.

La Torre medievale

Custode di un passato che ha visto guerre, distruzioni e rinascite, la Torre di Settimo è ciò che resta dell’antico castello che dominava il borgo fin dal tardo Medioevo, quando le acque del Rio Freidano scorrevano ai suoi piedi creando un fossato naturale. Costruita tra Trecento e Quattrocento, la torre fu testimone di assedi e di alleanze mutevoli, fino a quando le guerre del XVI secolo ne decretarono la rovina: del maniero rimasero solo frammenti, un profilo spezzato nella pianura sabauda. Nel tempo, le pietre difensive divennero dimora: nell’Ottocento il torrione fu integrato in una residenza privata, ornata da un giardino che ne addolcì la severità architettonica. Poi, nel 1912, passò al Comune, che la restituì lentamente alla comunità come spazio di cultura e memoria. Oggi ospita il percorso “Nel segno dell’acqua. La Torre e la Città”, parte integrante dell’Ecomuseo del Freidano: un viaggio tra archeologia e ambiente, per scoprire la storia dei canali e dei mulini che fecero di Settimo un crocevia di ingegno e di lavoro.

 

Ecomuseo del Freidiano

Un organismo culturale dinamico lungo le sponde del rio Freidano, oggi riconosciuto come unico ecomuseo urbano del Piemonte. Non è solo un luogo di conservazione, ma un progetto in costante evoluzione avviato nel 1985 per valorizzare il patrimonio locale, indissolubilmente legato all’acqua e al lavoro agricolo. Epicentro di questa narrazione è il Mulino Nuovo, edificio ottocentesco restaurato che ospita il Museo Etnografico, che raccoglie le testimonianze storiche e della cultura materiale, ricreando con sistemi interattivi le atmosfere e i cicli di lavorazione dell’800, lo Spazio Mostre e il Parco dell’Energia, area verde didattica dove osservare dal vivo le ruote idrauliche e le macine in funzione.

Ma l’ecomuseo si estende ben oltre le mura del Mulino e oltre la città: con il progetto Ecotempo, Settimo Torinese diventa un museo territoriale a cielo aperto. L’acqua e i canali – un tempo linfa vitale della produzione locale – tornano a farsi paesaggio vissuto attraverso itinerari, installazioni, percorsi ciclopedonali.

MU-CH | Museo della Chimica

La chimica, senza dubbio, emerge come uno dei settori che ha più profondamente modellato il volto e l’identità industriale di Settimo tra Ottocento e Novecento. Un rapporto intenso, a tratti difficile, ma che ha ridefinito il suo paesaggio e il suo tessuto sociale. È un’eredità pesante, fatta di ciminiere e capannoni, ma che la città non ha voluto cancellare. Al contrario, ha saputo reinterpretarla.

È soprattutto nella riconversione dell’ex fabbrica di vernici Siva, azienda di vernici nata nel 1945 e dove lavorò per quasi trent’anni lo scrittore e chimico Primo Levi, che Settimo esprime tutta la sua capacità di guardare avanti. Dove un tempo si producevano resine e pitture, oggi sorge il MU-CH | Museo della Chimica, un’eccellenza unica in Europa. Non un semplice museo, ma un’esperienza immersiva e interattiva che trasforma la scienza in un gioco avvincente. Qui la chimica smette di essere una formula astratta per diventare scoperta, esperimento e divertimento. Attraverso installazioni all’avanguardia, il MU-CH racconta il passato industriale della città, celebra l’ingegno umano e rende omaggio a chi, come Primo Levi, ha saputo vedere la poesia nella materia.

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