Chi eravamo e cosa siamo diventati: lo raccontano i preziosi docu-film industriali conservati a Ivrea e a Castellanza

1895. I fratelli Lumière proiettano al pubblico la loro prima “pellicola”, La Sortie de l’usine, che riprende, in pochi secondi, l’uscita degli operai dalla loro fabbrica di lastre fotografiche. Un filmato di chiaro intento promozionale, un primo accenno al cinema di impresa. Un genere che ha rappresentato per tutto il Novecento un settore importante della politica industriale.

In Italia è soprattutto nel secondo Dopoguerra, con la ripresa economica, che le aziende cominciano a utilizzare strumenti, tecniche e linguaggio cinematografici per aumentare quella che oggi chiameremmo brand awareness, spesso affidando la produzione dei docu-film alla cura di registi come Antonioni, Bertolucci, Fellini, Olmi, Risi, Rossellini.

Oltre a presentare l’azienda e il prodotto, i film imprenditoriali venivano utilizzati come strumenti di formazione per i dipendenti, divulgati come materiali didattici durante convegni e fiere o nelle scuole e, a volte, inseriti nei programmi dei cinema e proiettati prima dei film.

Le migliaia di contenuti filmati sui tanti aspetti della vita aziendale formano oggi un importante patrimonio di immagini conservati in due archivi importanti: l’Archivio del cinema industriale e della comunicazione d’impresa di Castellanza e l’Archivio Nazionale Cinema Impresa di Ivrea.

Archivio del cinema industriale e della comunicazione d’impresa

Nato nel 1998 dall’incontro sinergico tra LIUC e Confindustria, è il primo progetto italiano dedicato esclusivamente alla conservazione e valorizzazione dei filmati documentari prodotti dalle imprese. Ha sede presso la LIUC – Università Cattaneo, un Ateneo privato istituto nel 1991 a Castellanza, ospitato negli spazi dell’ex-cotonificio Cantoni, importante industria tessile italiana che cessò l’attività alla fine degli anni Ottanta. Tra il 1989 e il 1991 l’area industriale venne sottoposta a una sapiente attività di recupero, affidata all’architetto Aldo Rossi, che si occupò della riqualificazione dell’antica filatura e della palazzina adibita un tempo agli uffici della divisione commerciale Cantoni, progettata nel 1960 da Vito Latis.

Il nucleo originario e più consistente della mediateca è rappresentato dalla Cineteca concessa da Confindustria (attraverso la realizzazione di copie digitali). Si tratta di una raccolta che riflette l’interesse manifestato fin dagli anni del boom economico da Confindustria per la cinematografia d’impresa, che nel 1959 ha anche istituito la Rassegna annuale del cinema industriale (diventata nel 1984 Filmselezione). Con l’ascesa della televisione commerciale il documentario industriale perde progressivamente il suo ruolo di strumento di comunicazione, ma la sua rilevanza come documento storico è riconosciuta già nei primi anni Novanta del Novecento, grazie all’evoluzione degli studi dedicati alla Storia dell’impresa.

L’Archivio oggi comprende, oltre al fondo Confindustria, numerosi lasciti e documentari “recuperati” nel corso degli anni e si occupa di preservare e rendere accessibile la propria mediateca e della divulgazione della Storia e della Cultura dell’impresa italiana, dialogando con la comunità scientifica, la Scuola, l’Università e gli operatori economici.

Archivio Nazionale Cinema Impresa

Inaugurato nel 2006, in convenzione con il Centro Sperimentale di Cinematografia, la Regione Piemonte e il Comune di Ivrea e Telecom Italia Spa, conserva e diffonde documenti audio visivi che raccontano il progresso della produzione industriale, dei rapporti sociali, dell’economia e del lavoro, mettendo spesso in risalto uomini e donne e il loro approccio al mestiere. In archivio, filmati raccontano aziende come Aem Milano, Birra Peroni, Borsalino, Edison, Fiat, Ferrovie dello Stato, Innocenti, Italgas, Rancilio, Menabrea e Olivetti. Quest’ultima in particolare ha affidato la conservazione di tutti i filmati della propria Cinevideoteca realizzati in pellicola all’Archivio Nazionale Cinema Impresa, che ha sede proprio nell’ex asilo Olivetti. D’altronde l’archivio e Olivetti condividono la stessa città, una città a cui Olivetti è fortemente legata. L’archivio conserva 82.000 pellicole di cinema d’impresa in 16 e 35mm e 25.000 video. A questo si aggiunge un laboratorio di digitalizzazione e restauro digitale.

Ivrea, Olivetti e l’archivio storico

Ivrea è una cittadina raccolta, vivace ed elegante, che durante il Carnevale, quando i suoi spazi si riempiono di personaggi in costume pronti a darsi battaglia a colpi d’arance, diventa impetuosa come il fiume che la attraversa, la Dora Baltea. Ma Ivrea è anche la città in cui nasce, nel 1908, Olivetti, la prima fabbrica nazionale di macchine per scrivere. Nel 1932 l’azienda passa dalle mani di Camillo Olivetti, il fondatore, a quelle del figlio Adriano, personaggio eclettico dotato di grande curiosità che tramuta l’azienda di carattere familiare in grande industria. Proiettata al futuro, Olivetti, nella figura di Adriano, si distingue da subito per l’attenzione all’innovazione, al design e al profitto, senza trascurare il benessere della collettività. I primi grandi successi arrivano già negli anni ’50, grazie a prodotti come la Divisumma, il primo calcolatore meccanico capace di eseguire divisioni, e la Lettera 22, macchina per scrivere portatile. I guadagni sono reinvestiti sul territorio con la nascita di edifici destinati a operai e dirigenti, asili, mense, ospedali. È così che Olivetti crea un legame a doppio filo con la città, trasformandone di fatto il tessuto urbano e sociale.

Nel ‘78 nasce la prima macchina da scrivere elettronica, nell’82 il primo PC professionale europeo. Dopo anni di gloria nello sviluppo di sistemi informatici, negli anni 90 Olivetti si sposta sulle telecomunicazioni, operando sul mercato come solution provider fino a essere oggi IoT Digital Farm del Gruppo TIM.

Per scoprire la storia e l’evoluzione di questo marchio, arcinoto in Europa e nel mondo basta visitare l’Archivio Storico Olivetti, con documenti, foto, video, manifesti, pubblicità e migliaia di libri sulla storia dell’azienda.

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