Il 7 marzo 1998, l’industria Unoaerre, leader nel settore dell’oreficeria, inaugurò il primo museo aziendale orafo in Italia, legato al più prezioso dei metalli ed alla più prestigiosa delle produzioni: quella orafa. 

L’istituzione del museo è stata motivata dal desiderio di preservare la memoria storica di oltre 90 anni di attività artigianale e industriale. Il percorso espositivo del museo copre un ampio spettro, dall’archeologia industriale alla produzione orafa contemporanea.

Grazie alla sensibilità e attenzione per il design, la cultura, la moda e il costume, Unoaerre è riuscita a mantenere una posizione di rilievo nel mercato, evolvendosi continuamente.

Il museo ospita una vasta collezione di gioielli e argenterie che spaziano dagli anni Venti del XX secolo fino ad oggi, inclusi prototipi, modelli, maquette, disegni e progetti creativi, vecchi cataloghi e un ricco medagliere.

Questa esposizione non solo custodisce la tradizione e l’esperienza dell’azienda, ma testimonia anche la sua costante ricerca e sperimentazione, elementi che hanno sempre caratterizzato il successo del marchio Unoaerre.

Organizzato in ordine cronologico, il museo presenta gioielli che riflettono l’evoluzione stilistica e tecnologica del settore orafo. Dalla Belle Époque ai gioielli Art Déco, dalle fantasie degli anni Cinquanta alle colorate espressioni degli anni Sessanta, fino alle linee astratte e informali dei decenni successivi sino alle creazioni provocatorie di Giò Pomodoro, la collezione offre un panorama completo delle oscillazioni del gusto, delle trasformazioni del costume e dei cambiamenti della moda.

Con una collezione che comprende oltre 2000 opere tra disegni originali, oreficerie e gioielli, alcuni dei quali pezzi unici, di cui solo una parte esposta al pubblico, il Museo Aziendale Unoaerre rappresenta un custode privilegiato del patrimonio e dell’innovazione nel campo dell’oreficeria italiana.

Il museo vanta collaborazioni con artisti di fama internazionale, le cui opere sono esposte nelle sue sale: Giò Pomodoro, celebre per le sue creazioni provocatorie, ha lasciato una straordinaria serie di pezzi unici e il monumento Koinòs Hermes, simbolo del museo; Salvador Dalì, che contribuì con placchette e medaglie; Emilio Greco, le cui opere riflettono un profondo connubio tra arte e oreficeria; Giacomo Manzù, conosciuto per il suo lavoro scultoreo, ha anche contribuito con progetti per gioielli; Pietro Cascella, che ha portato una visione artistica innovativa alla collezione; Massimo Lippi, le cui creazioni testimoniano una raffinata sensibilità artistica; Orlando Orlandini, vincitore di premi internazionali, ha realizzato numerose creazioni distintive; Tomoko Nakasu, conosciuta per i suoi progetti innovativi e premiati; Dora Grieco e Roberto Politi, le cui opere hanno ottenuto riconoscimenti a livello mondiale. Questi artisti, insieme ad altri illustri collaboratori come Bruno Galoppi (direttore artistico Unoaerre negli anni 60/70), Marcello Garzi, Franco Palazzini, Gianfranco Sacchetti, e designer come Remo Buti, Cristina Burdett, Kenneth McGrath e Enzo Scatragli, hanno contribuito a rendere il museo un custode privilegiato della tradizione, della creatività e dell’innovazione nel campo dell’oreficeria italiana.

 


INFORMAZIONI

Loc. san Zeno strada e, 5

52100 arezzo


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